Meet the designer: Pierluigi Rolando – 2
Dopo il successo della Collezione Jacquard del ’72, Rolando consolida la propria posizione in FILA con la linea Mistral, che evoca i fiori, le pietre e i ciuffi d’erba della rigogliosa natura biellese. Ma soprattutto si butta a capofitto nella rivoluzione che avrebbe reso la sua azienda famosa in tutto il mondo: White Line.
L’Italia post-boom industriale è uno scenario in cui le nuove disponibilità economiche sono incanalate, tra le varie cose, in sport e tempo libero. Lo sa il dottor Frachey, che come scopriremo era amante dell’arrampicata, lo sa Rolando, che gioca a tennis sia nella prima infanzia che a Leeds, durante gli studi. Proprio il tennis è la disciplina più spesso menzionata durante le riunioni: nel 1973 la decisione è presa.
White Line (il nome si ispira alla linea che delimita i campi da gioco) nasce all’indomani degli entusiasmi e dei clamori che eventi come Wimbledon esercitano sul pubblico mondiale. Rolando nota che le TV – i cui schermi ai tempi sono ancora perlopiù in b/n – penalizzano gli atleti in look total white: la rivoluzionaria decisione è di studiare outfit coordinati, in cui il chiaro e lo scuro si alternano come il positivo e il negativo. È in questo periodo che vengono individuate le precise tonalità di blu navy e rosso che rendono inconfondibile il brand, in dialogo con una palette di colori pastello: l’écru, il beige, il verde, l’azzurro.
Dal momento che FILA è attentissima allo spirito dei tempi (e all’importanza della parità di genere derivante dal dibattito femminista dell’epoca), una precisa gamma di toni – i gialli e i viola, i fucsia e i rosa shocking – viene selezionata appositamente per le tenniste. La conquista dei campi da tennis è dietro l’angolo.