DIETRO LE QUINTE: STORIA DEL DIZIONARIO
A partire dal 1964 un gruppo di archeologi italiani rinviene a Ebla, in Siria, 15.000 tavolette d’argilla ricoperte di caratteri cuneiformi: vengono ancora oggi identificate come il più antico dizionario del mondo. Si trattava di elenchi di parole comuni, tradotte dal sumero in una seconda o terza lingua per agevolare gli scambi commerciali nell’area orientale.
Nel primo millennio a.C. , invece, ha inizio la tradizione dei dizionari monolingue, inventati per commentare i testi sacri: in Egitto, India, Cina, Grecia, a margine dei caratteri vengono annotate le spiegazioni delle forme espressive più rare.
Il Medioevo è un’era caratterizzata da opere monumentali. Isidoro di Siviglia è autore di Etymologiarum sive Originum libri viginti (570-636 a.C.): 20 libri, 448 capitolie circa 100.000 termini per quella che è una summa del sapere antico, che sviscerando le etimologie più fantasiose ricerca un costante tentativo di giungere alla conoscenza. Quella medievale è anche l’epoca che assiste alla diffusione dei glossari, gli elenchi di parole non più concepiti solo come aiuto alla lettura e alla comprensione di testi, ma come strumento pratico per chi doveva scrivere in latino, quando questa lingua non era più parlata.
La svolta, com’è intuibile, arriva con l’invenzione della stampa. Nella metà del XV secolo i dizionari pluri e monolingui iniziano ad avere diffusione capillare, e anche in questo frangente l’Italia gioca un ruolo d’importanza: alla fine del Seicento nessun’altra lingua aveva vocabolari paragonabili a quello ispirato da classici come Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto. Va tuttavia citata anche l’esperienza francese e in particolare l’Essai d’un dictionnaire universel (1684) di Antoine Furetière. Il testo è emblematico perché ispirato dalla lingua di conversazione, parlata a corte e nei salotti letterari: il linguaggio è dunque un’entità contemporanea, che non necessita di esempi provenienti dal passato.
Arriviamo dunque al XX secolo, caratterizzato dalla diffusione dei dizionari in un solo volume (in Italia spiccano lo Zingarelli e il Devoto-Oli), e agli anni Duemila, dove con siti quali Wikipedia e Urban Dictionary l’evoluzione linguistica va di pari passo con quella tecnologica. Naturale proseguimento di ciò è Parole, la rubrica video che da quasi un anno anima i nostri canali social. Un moderno glossario che ogni settimana sviscera termini provenienti dal mondo fashion, riconducibili in senso ampio alla tradizione FILA. Un bignami di cui non saprete più fare a meno: correte a recuperare gli episodi passati su YouTube!
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